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| C’era una volta … come nelle favole, ma c’è ancora in cima a una dolce collina che si affaccia dalla provincia di Siena sulla Val di Chiana, un luminoso paese. Si chiama Lucignano. Il suo nome evoca la chiara morbida pura luce solare. E’ un paese ecologicamente intatto, dal volto antico. L’impianto urbanistico medioevale, a forma ellittica, è unico nel suo genere in Italia.
Lucignano è un silenzioso villaggio agricolo. I suoi tremila abitanti producono, tra l’altro, carne chianina (famosa per sapore e tenerezza), vino, olio pregiatissimo; un piccolo popolo di laboriose formichine. La sua gente è tranquilla e felice. Ecco, felice. Non a caso Lucignano è considerato, da secoli, il paese dell’amore e della felicità.
E’ noto, per questo, anche all’estero. Perché? Da alcuni secoli c’è, a Lucignano, un albero tutto d’oro: è gelosamente custodito nella bella e affrescata sala della cancelleria comunale. E’ alto due metri e sessanta e dai suoi rami splendono foglie rutilanti di pietre preziose e variopinti smalti: un capolavoro dell’arte orafa del ‘400. Secondo un’antica leggenda, l’albero d’oro “porta bene” come si dice, a quegli sposini che ancora trepidi e freschi di cerimonia nuziale si recano a vederlo e a deporre ai suoi piedi mazzolini di fiori d’arancio come auspicio di eterno amore. |

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Per questo a Lucignano c’è sempre un allegro via vai di sposini o di fidanzatini provenienti anche dall’estero. Insomma, l’albero d’oro di Lucignano cementa amori ancora freschi e rinvigorisce, negli sposi non più giovanissimi, amori bisognosi di urgenti restauri. Secondo la leggenda basta guardarlo, l’albero, una sola volta. In una vita.
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E allora andiamo a vedere questo prodigioso albero. Praticando l’autostrada tra Roma e Firenze, si esce al casello di Val di Chiana: Lucignano è a 7 chilometri. Un paese tutto da scoprire. Nonostante la sua lunga e tormentata storia (fu ripetutamente preda dei fiorentini, dei senesi, degli aretini e dei perugini) Lucignano ha conservato miracolosamente intatto il suo patrimonio artistico. Con le sue strette stradine, i palazzotti in stile senese, la originale struttura tutta a cerchi concentrici, è uno splendido esempio di architettura medioevale.
Da vedere, la Rocca e il Cassero costruiti dai senesi nel 1300; la stupenda piazzettina raccolta e silenziosa come un salottino d’altri tempi; il cinquecentesco loggiato di Andrea del Pozzo; la chiesa Collegiata edificata nel Cinquecento (è ricca di bellissimi altari in pietra serena e di buone tele dell’epoca); terracotte robbiane si fanno ammirare nella cinquecentesca chiesa della Misericordia; da vedere, la duecentesca chiesa di San Francesco: ha una bella facciata in pietra serena e travertino e vi si conserva, fra numerosi dipinti e sculture di autori trecenteschi, un notevole polittico di Luca da Tommé. |
| Dopo una visita ai monumenti potrete fare shopping gastronomico: braciolone di carne chianina, Chianti di sicura nascita, purissimo e gustosissimo olio di frantoio, carni di suino fresche o lavorate in fattoria, carne di cinghiale, polli ruspanti e conigli d’aia.
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| E per finire la visita a Lucignano, tutti a tavola. Qui trionfa, ovviamente, la cucina toscana ma vi sorprenderà la stupefacente presenza di piatti della grande cucina nazionale e internazionale. Il fatto è che a Lucignano c’è la Osteria (con annesso piccolo albergo) del grande grandissimo cuoco di fama internazionale Lorenzo Totò (autore, tra l’altro, di libri gastronomici tradotti in varie lingue). |
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